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Per anni il marketing digitale ha imposto ai brand un diktat: farsi trovare. Oggi però quel modello sta cambiando. Il consumatore può fare una domanda a un sistema di intelligenza artificiale (AI), ricevere una risposta sintetica, confrontare automaticamente prodotti e, sempre più spesso, delegare parte della decisione a un agente AI. In parole povere, non cerca più necessariamente dove comprare, ma chiede che cosa comprare. Il brand statunitense Stanley 1913 è famoso per le borracce

È questo uno dei passaggi più rilevanti di un recente studio di McKinsey& Company, «The agentic advertising economy: From attention to action». Secondo il report, il valore della pubblicità si sta spostando dalla capacità di conquistare attenzione alla capacità di influenzare ciò che viene visto, selezionato e acquistato. Più del 50% degli oltre 180 decision maker pubblicitari statunitensi intervistati da McKinsey ritiene già che l’AI abbia modificato ricerca e consideration; nei prossimi anni, secondo la società di consulenza strategica, tra il 10% e il 35% delle transazioni di e-commerce potrebbe essere avviato, influenzato o completato attraverso esperienze native dell’AI.