L’Ebu cambia le regole sull’organizzazione del festival: un conflitto armato o una situazione geopolitica che metta a rischio la sicurezza potrà impedire alla televisione del Paese vincitore di organizzare l’edizione successiva. Se servirà, la gara sarà affidata a un’altra emittenteL’Ebu cambia le regole sull’organizzazione del festival: un conflitto armato o una situazione geopolitica che metta a rischio la sicurezza potrà impedire alla televisione del Paese vincitore di organizzare l’edizione successiva. Se servirà, la gara sarà affidata a un’altra emittenteVincere l’Eurovision non garantirà più di poter organizzare l’edizione successiva. Dal 2027 la European Broadcasting Union potrà togliere questo diritto alla televisione del Paese vincitore se una guerra, una crisi geopolitica o altre condizioni nella regione rendono troppo rischioso ospitare la manifestazione.La novità è stata inserita nel regolamento approvato per l’Eurovision 2027, che si terrà in Bulgaria dopo la vittoria della cantante Dara nell’ultima edizione che si è svolta a Vienna. Il testo stabilisce che l’emittente vincitrice diventa ineleggibile come organizzatrice quando un "conflitto armato" o una "situazione geopolitica sensibile" incide concretamente sulla sicurezza e sulla stabilità del Paese o dell’area in questione.La definizione comprende anche ciò che accade nei territori vicini, quando operazioni militari, attacchi o restrizioni dello spazio aereo hanno conseguenze dirette sulla possibilità di organizzare il festival. L’Ebu potrà chiedere una valutazione indipendente della sicurezza e decidere anche prima della finale se un eventuale vincitore sarebbe in grado di ospitare l’Eurovision l’anno seguente. Il regolamento lascia comunque all’organizzazione la possibilità di confermare la sede nel Paese vincitore qualora ritenga che ci siano garanzie sufficienti. Il precedente dell’UcrainaUna situazione simile si era già verificata nel 2022. L’Ucraina vinse l’Eurovision con i Kalush Orchestra, ma l’invasione russa rese impossibile organizzare l’edizione successiva nel Paese. Il festival del 2023 venne così spostato a Liverpool, con la Bbc che lo organizzò ufficialmente per conto dell’emittente pubblica ucraina Ua:Pbc. La presenza dell’Ucraina rimase centrale anche nell’identità e nella produzione dello show.Dal 2027 il meccanismo sarà diverso. Se l’emittente vincitrice viene esclusa dall’organizzazione, l’Ebu potrà scegliere un’altra televisione che diventerà a tutti gli effetti Host Broadcaster, assumendo direttamente diritti, responsabilità e costi della manifestazione. Non sarà quindi obbligata a organizzare l’Eurovision "per conto" del vincitore, come accadde con Liverpool e l’Ucraina.La vittoria, però, resta valida. Il Paese mantiene il risultato ottenuto e il regolamento prevede ancora che l’artista vincitore partecipi all’edizione successiva, compresa la consegna del trofeo e l’esecuzione della canzone con cui ha vinto. Il peso delle tensioni degli ultimi anniLa modifica arriva dopo alcune delle edizioni politicamente più difficili della storia recente dell’Eurovision. Nel 2026 Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Islanda e Slovenia hanno boicottato il concorso dopo la conferma della partecipazione di Israele, contestata per la guerra a Gaza. Israele ha poi chiuso la finale al secondo posto.Le nuove regole non citano Israele né altri Stati e valgono per qualsiasi Paese si trovi nelle condizioni previste. L’Ebu le presenta come uno strumento per stabilire in anticipo cosa accade quando la sicurezza rende problematica l’organizzazione dello show, invece di affrontare la questione soltanto dopo una vittoria.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp