L'intelligenza artificiale non sta aiutando il pianeta a ridurre le emissioni, come promesso a pi� riprese dai grandi gruppi tecnologici: al contrario, secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica npj Climate Action (gruppo Nature), sta accelerando l'estrazione di petrolio e gas a un ritmo tale da vanificare qualsiasi guadagno ottenuto sul fronte delle energie rinnovabili.

La ricerca porta la firma di Will Alpine (autore principale) e Holly Alpine, entrambi ex dipendenti Microsoft e oggi fondatori della no-profit Enabled Emissions Campaign, insieme a Maksym Chepeliev (docente associato alla Purdue University) e al ricercatore indipendente Nathan Geldner. Il team ha introdotto il concetto di "enabled emissions", le emissioni generate quando le compagnie petrolifere usano strumenti di IA per estrarre e raffinare combustibili fossili pi� in fretta e a costi minori.

Per arrivare a queste conclusioni gli autori hanno utilizzato il modello economico-energetico GTAP-E-Power, calibrato su dati 2017 relativi a 20 settori produttivi e cinque macroregioni globali, simulando l'IA come uno "shock di produttivit�" applicato sia al comparto fossile sia a quello rinnovabile, anzich� come semplice guadagno di efficienza. Su 64 scenari modellati, l'aumento netto delle emissioni globali di CO2 oscilla tra 0,47 e 1,8 gigatonnellate l'anno, pari a una forbice tra l'1,2% e il 4,8% delle emissioni energetiche globali registrate nel 2024.