Qualche giorno fa in un post su Instagram lo statunitense Alex Honnold, il più famoso arrampicatore in attività, ha raccontato di essere arrivato sulle Dolomiti per scalare la più alta delle famose Tre Cime di Lavaredo. Ma c’erano troppi turisti e lui non sapeva che ci fosse un sistema di prenotazione dei parcheggi, quindi ha dovuto scegliere una scalata alternativa.
File, affollamenti, resse, attese sono diventate la norma per le decine di migliaia di visitatori, sia stranieri che italiani, che visitano le Dolomiti e le altre località montane più famose e gettonate delle Alpi. Nelle ultime settimane, certi giorni, ad attendere le navette per il rifugio Auronzo, da cui parte il percorso che porta alle Tre Cime di Lavaredo, le code hanno superato le 300 persone.
Da qualche anno infatti anche le persone meno abituate a frequentare le Alpi stanno cominciando a sceglierle per una gita domenicale o persino per tutte le proprie vacanze estive. La montagna, il trekking e in generale tutte le attività all’aria aperta hanno guadagnato popolarità dopo la pandemia da Covid-19, e questa tendenza è stata acuita dalle temperature sempre più estreme delle località di mare o delle città d’arte durante l’estate, che spingono sempre più persone a scegliere il luogo delle proprie ferie in base al fresco che fa.










