Gentile direttore, dalle Dolomiti al Tarvisiano la montagna del Nord Est sta vivendo una stagione straordinaria. Crescono le presenze, aumentano gli stranieri e arrivano visitatori anche da Paesi che fino a pochi anni fa conoscevano poco i nostri territori. È una grande opportunità economica e occupazionale che dobbiamo saper valorizzare. Le Dolomiti patrimonio Unesco, gli investimenti nelle infrastrutture e la visibilità internazionale delle Olimpiadi Milano Cortina hanno contribuito a rendere le nostre montagne una destinazione sempre più globale. Ma proprio questo successo ci impone una riflessione. Il rischio è concentrare migliaia di persone sempre negli stessi luoghi: Tre Cime, lago di Sorapis e poche altre mete diventate famose anche attraverso i social. La montagna è un patrimonio meraviglioso, ma fragile, e non possiamo permettere che il turismo finisca per compromettere ciò che i visitatori vengono ad ammirare. Occorre quindi governare i flussi, promuovere località meno conosciute, migliorare trasporto pubblico e mobilità sostenibile, tutelando sentieri, boschi e laghi. Il vero successo sarà lasciare alle prossime generazioni una montagna ancora più bella di quella che abbiamo ricevuto. Paolo Bonafé Venezia
Turismo e montagna, Papetti: «Le (solite) mete prese d'assalto? Non c'è alternativa a numero chiuso e prenotazioni»
Gentile direttore, dalle Dolomiti al Tarvisiano la montagna del Nord Est sta vivendo una stagione straordinaria. Crescono le presenze, aumentano gli stranieri e arrivano visitatori anche da Paesi...






