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Un’immagine JPEG mostrata a pochi pixel di larghezza può apparire diversa tra Chrome e Firefox, anche quando il file è esattamente lo stesso. Dietro una differenza apparentemente inspiegabile sembra risiede un’ottimizzazione profonda, applicata durante la decodifica JPEG.

Ad analizzare la questione è Guillaume Técher che parte da un piccolo logo in formato JPEG: mentre in Chrome appare confuso e irriconoscibile, Firefox conserva meglio alcuni dettagli della forma originale.

JPEG nasce per comprimere foto e immagini con variazioni continue di colore; non è adatto per icone, loghi o elementi grafici minuscoli. Il formato risale ai primi anni ’90 e basa buona parte della propria efficacia su un principio ancora fondamentale nella compressione delle immagini: rappresentare separatamente le variazioni lente e quelle molto rapide presenti nei pixel, per conservare con maggiore precisione ciò che l’occhio percepisce meglio e sacrificare ciò che conta meno.

Perché JPEG permette di evitare parte del lavoro