Edoardo Bove aveva 22 anni quando il suo cuore si è fermato nel dicembre del 2024. Si accasciò improvvisamente in campo durante una partita contro l'Inter. Fu colpito da un attacco al cuore.
In un'intervista a Repubblica, l'ex calciatore di Roma e Fiorentina ha commentato lo stallo sul disegno di legge per introdurre la formazione sul primo soccorso nelle scuole, approntato con il senatore Lombardo. Succede ogni sette minuti che una persona in Italia perda la propria vita per un arresto cardiaco. "La legge che porta il mio nome ferma per mancanza di soldi? Io non voglio fare polemica, la politica non è il mio campo. Però mi chiedo: quanto vale una vita umana? Il primo soccorso è questione di attimi. Se non si interviene nei primi 20-60 secondi, la persona rischia di riportare danni cerebrali. È difficile stabilire le priorità su dove posizionare i soldi: sicuramente non è il mio compito, però è frustrante pensare che si rischia di buttare tutto il lavoro fatto".
Dopo il malore, lo stesso Bove ha ricordato di essere molto attivo con lo svolgimento di tante conferenze e di "raccontare spesso ciò che si è verificato. Fosse successo in un altro posto forse oggi non sarei qui. Delle associazioni che lavorano per sensibilizzare e promuovere il primo soccorso fanno parte tanti genitori che hanno perso il figlio in strada o su un campo. Io, come altri giocatori, ad esempio Eriksen, siamo stati fortunati a trovarci in contesti iper controllati".







