di
Roberto Pezzali
La sorte di Firefox e di decine di altri browser è legata a una sentenza del tribunale antitrust americano, che rischia di sortire l'effetto opposto a quello previsto, ovvero creare un mercato concorrenziale.
Mozilla torna a far sentire la propria voce nella causa antitrust che vede Google scontrarsi con il Dipartimento di Giustizia americano, e lo fa per necessità: anche se non è direttamente coinvolta nel processo, una decisione sfavorevole a Google creerebbe un effetto domino che porterebbe alla fine di molti browser, incluso Firefox. Ed è un paradosso, perché la causa in corso è legata proprio alla posizione dominante di Google sul mercato, quindi sarebbe lecito pensare che Mozilla sia dalla parte del giudice. Non è così, e il motivo è semplice.
Secondo l'azienda, se la corte d'appello dovesse vietare a Google di continuare a pagare i produttori di browser terzi per essere impostato come motore di ricerca predefinito, Firefox potrebbe essere costretta a uscire dal mercato, insieme ad altri sviluppatori di browser indipendenti. Firefox lascia intendere che lo sviluppo dei browser è di fatto pagato da Google.







