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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rivendica i risultati del governo, guarda con fiducia all’evoluzione dei flussi migratori e rilancia la strategia dell'esecutivo sui rimpatri e sulle procedure di frontiera. Ospite di «10 minuti», condotto da Alessandro Sallusti su Rete4, Piantedosi ha sottolineato che «vediamo calare da quattro anni il flusso degli sbarchi e moltiplicarsi i rimpatri». Per il ministro, dunque, «non c’è motivo per non avere fiducia» che questa tendenza prosegua anche nei prossimi mesi.

Al centro della strategia ci sono anche i cosiddetti «Return hub», i centri destinati a favorire i rimpatri e, secondo le nuove regole europee, anche lo svolgimento di procedure accelerate di frontiera. «Siamo stati i primi a proporre questo tipo di soluzione con il famoso protocollo con l’Albania», ha ricordato Piantedosi, spiegando che il centro «sta funzionando tutt’ora» come struttura per i rimpatri e potrà estendere la propria funzione alle procedure accelerate. «Le iniziative che ha adottato il governo Meloni hanno fatto breccia in Europa», ha aggiunto.

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Secondo Piantedosi, i «Return hub» rappresentano «la strada del futuro». L’ipotesi è quella di realizzare centri anche in Paesi terzi rispetto all’Unione europea, purché considerati sicuri e nel rispetto dei diritti fondamentali. Alla domanda sull’eventuale coinvolgimento di Paesi africani come Ruanda o Ghana, il ministro ha risposto: «Non smentisco né affermo», precisando che al momento non esistono iniziative concrete, ma che con questi Paesi sono già state avviate interlocuzioni da singoli Stati membri.