di Fausto Cariotigiovedì 13 agosto 20263' di letturaForte della “fiducia” confermatagli da Giorgia Meloni («sta dando il massimo»), Matteo Piantedosi annuncia una novità nel contrasto all’immigrazione clandestina: le procedure per decidere chi ha diritto all’asilo in Italia diventeranno molto più rapide. Questo vuol dire anche espulsioni spedite per chi non vedrà accolta la propria domanda di protezione internazionale. Oggi quelle pratiche possono richiedere anni: con il decreto «Frontiera diffusa», firmato a fine luglio, i tempi si ridurranno a pochi mesi. Intanto guadagna consensi l’ipotesi di creare hub per i rimpatri in Africa, in Paesi come Ruanda, Ghana e Uganda, indicati dall’Italia al vertice dei ministri dell’Interno del 4 agosto.Piantedosi lo ha spiegato ieri in un’intervista ad Alessandro Sallusti per la trasmissione “10 minuti”, su Rete 4. Il decreto individua 25 nuovi luoghi di frontiera sul territorio nazionale (da Milano a Venezia, da Bologna a Fiumicino, da Genova a Bari), dove potranno essere svolte le cosiddette «procedure accelerate di frontiera». In pratica, chi sbarca in Sicilia o in Calabria e proviene da un Paese considerato sicuro dall’Ue, come il Marocco, il Bangladesh, l’Egitto o la Tunisia, potrà sostenere il colloquio con le autorità italiane a centinaia di chilometri dal luogo di sbarco. «È semplicemente un provvedimento ministeriale adottato in ottemperanza alle nuove regole imposte dall’Europa», ha spiegato il ministro, ma consentirà di fare «in dodici settimane quello che adesso avviene in tre-quattro anni».Rimpatri, scure italiana sui Paesi Ue che non collaborano: gli estremi rimediNel linguaggio della diplomazia internazionale si chiama «condizionalità economica». In sostanza: bas...RUANDA, GHANA E UGANDA
Piantedosi, nuove norme per rimpatriare i migranti | Libero Quotidiano.it
Forte della “fiducia” confermatagli da Giorgia Meloni («sta dando il massimo»), Matteo Piantedosi annuncia una novità nel contrasto ...







