In poco tempo la Corea del Sud è diventata una star di Borsa. L’indice azionario del Paese ha guadagnato oltre il 50% da inizio anno. Per chi cerca esposizione ai grandi temi della crescita tecnologica, l’area è tra quelle più in vista. Il Paese è infatti al centro della filiera globale dei semiconduttori e, insieme a Taiwan, rappresenta uno dei principali fornitori di chip avanzati e memorie utilizzati nei data center per l’intelligenza artificiale. Tuttavia i rischi non mancano. L’andamento dei mesi scorsi impone di non sottovalutare eventuali pericoli: a luglio il Kospi è calato di oltre il 25% in appena sette giorni. A spingere in basso il listino sono state le incertezze sul mondo dell’Ai. È proprio il boom dell’Ai a rappresentare il principale motore della Borsa di Seul. Samsung e SK Hynix, le due società coreane che operano in questo campo, stanno beneficiando della carenza globale di chip di memoria, in un mercato caratterizzato da un’offerta rigida e da una domanda ancora sostenuta. «Questo squilibrio sta aumentando il potere di prezzo dei produttori coreani e sostenendo la crescita dei margini» è l’analisi Mabrouk Chetouane, Head of Global Market Strategy di Natixis Im, e Romain Aumond, Quantitative Strategist della stessa società. Lo scenario I numeri raccontano però una storia ancora più ampia. Le esportazioni della Corea del Sud sono aumentate del 71% rispetto a giugno 2025, mentre quelle di semiconduttori hanno registrato un balzo del 200%, raggiungendo 45 miliardi di dollari. Per il 2026 la crescita economica è stimata al 2,8%, un ritmo superiore a quello previsto per gli Stati Uniti. La tesi a favore della Corea non si limita quindi alla performance di pochi grandi gruppi tecnologici. Il Paese è inserito in una trasformazione più profonda dei mercati emergenti, sempre più orientati verso tecnologia, salute, consumi e servizi di comunicazione. Templeton Global Investments sottolinea come questi settori rappresentino oggi il 64% dell'universo azionario emergente, contro il 15% dei comparti della cosiddetta old economy. La Corea beneficia inoltre di un processo di rafforzamento della qualità societaria e della tutela degli azionisti. Una nuova legge commerciale ha aumentato la responsabilità degli amministratori nei confronti degli azionisti, mentre una riforma fiscale sui dividendi e il ritorno dei buyback stanno contribuendo a rendere più interessante il profilo per gli investitori. Anche le valutazioni possono rappresentare un elemento di attrattività. Nel complesso, i mercati emergenti trattano ancora con uno sconto del 38% rispetto ai mercati sviluppati in termini di rapporto prezzo/utili, mentre gli utili delle società emergenti sono attesi in crescita del 50% nel 2026. Ma proprio la forza del tema Ai costituisce anche il principale elemento di rischio. Il Kospi ha guadagnato molto dall'inizio dell'anno, sostenuto da aspettative di crescita degli utili molto elevate, ma ha già mostrato quanto possa essere violenta una correzione quando gli investitori iniziano a dubitare della sostenibilità degli investimenti nell'intelligenza artificiale. A luglio, ricordano Mathieu Racheter, Head of Equity Strategy Research di Julius Baer, ed Enrico Chinello, Next Generation Research Analyst della stessa società, il Kospi è arrivato a perdere oltre il 25% in appena sette giorni. Per i due esperti, tuttavia, quel movimento è stato soprattutto una rotazione degli investimenti, più che l'inizio di una fuga generalizzata dall'azionario. I rischi da monitorare Il primo rischio da monitorare è dunque quello delle valutazioni e del posizionamento. Dopo un forte rialzo, anche risultati societari positivi potrebbero non essere sufficienti se le aspettative degli investitori diventassero ancora più elevate. «Il rischio principale non è la mancanza di domanda, ma il fatto che gli investitori possano smettere di premiare la spesa», spiegano Racheter e Chinello, riferendosi agli enormi investimenti degli hyperscaler nell'Ai. C'è poi il rischio di concentrazione. L'economia coreana rimane fortemente esposta al ciclo dei semiconduttori e quindi alle oscillazioni della domanda globale di tecnologia. Anche la pressione sui prezzi delle memorie può diventare un problema per i margini, soprattutto se la fase di eccezionale crescita legata all'AI dovesse normalizzarsi. Julius Baer mantiene infatti un atteggiamento più prudente sull'hardware. Un ulteriore fattore di incertezza è geopolitico. La competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina potrebbe tradursi in nuovi controlli sulle esportazioni di chip, apparecchiature e modelli di intelligenza artificiale, aumentando la volatilità per le aziende inserite nelle catene globali della tecnologia. Infine, anche la politica monetaria merita attenzione. La Banca di Corea ha aumentato i tassi di 25 punti base a luglio, portandoli al 2,75%, in risposta all'accelerazione dell'inflazione e alle pressioni derivanti dai prezzi energetici. Per Natixis Im, la crescita potrebbe proseguire almeno fino al 2027, ma la combinazione di espansione rapida, concentrazione settoriale e squilibri macroeconomici richiede cautela. Per un investitore, quindi, la Corea può rappresentare un modo per intercettare alcuni dei principali trend della prossima fase dell'economia globale: semiconduttori, data center, IA e digitalizzazione. Ma non è una scommessa priva di volatilità. La scelta può avere senso soprattutto all'interno di un portafoglio diversificato, evitando di confondere la solidità dei fondamentali con la certezza che il rally possa proseguire senza nuove correzioni.
Corea, tra opportunità e rischi: la scommessa sui chip e sull’Ai
Insieme a Taiwan, rappresenta uno dei principali fornitori di chip avanzati e memorie utilizzati nei data center per l’intelligenza artificiale. Gli analisti: …
Carenza memoria chip per AI potenzia Samsung/SK Hynix: esportazioni +200% (45 miliardi $), Kospi +50% anno, ma -25% in 7 giorni rivela volatilità estrema. Valutazioni esigenti su aspettative hyperscaler; rischi US-China e ciclo semiconduttori impongono cautela.







