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Tra i due e i tre milioni di euro. Tanto verrà a costare l’accoglienza delle persone evacuate dall’ex centro sociale Spin Time per i sei mesi necessari a offrire a tutti una casa popolare (extra graduatoria), come promesso dal Comune. La stima riguarda circa 350 ex occupanti abusivi del palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme, sequestrato dall’incendio del 29 luglio scorso, e include sia le sistemazioni temporanee in alberghi convenzionati con la Protezione civile sia i servizi (ad esempio i pasti) forniti dal Comune agli attivisti accampati per strada da ormai 15 giorni. Neanche a dirlo: i soldi usciranno dalle casse comunali, con il contributo di 500 mila euro confermato ieri dal fondo Investire Sgr, proprietario del palazzo sequestrato.
Le strutture alberghiere, precisa la società, verranno individuate da Roma Capitale e Investire metterà a disposizione mezzo milione di euro «mediante delegazione di pagamento, contribuendo così alle spese necessarie per il reperimento di soluzioni alloggiative temporanee». Ad oggi il Comune ha sistemato circa 190 persone ma gli attivisti di Spin Time (oltre a essersi già lamentati perché alcuni alberghi non sono all’Esquilino, ricevendo rassicurazioni dal Campidoglio per il futuro) hanno polemizzato persino contro il contributo stanziato dalla proprietà, che per 13 anni ha sopportato l’occupazione abusiva di un palazzo valutato appena prima dell’occupazione, nel 2013, 41 milioni di euro.










