In piena estate il panorama sembra quasi autunnale. Decine di giovani alberi senza foglie, con i rami secchi e sofferenti sotto la calura agostana. Sono le condizioni di quelli messi a dimora pochi mesi fa nel parco del Valentino. Al momento ne sono stati piantati quattrocento (e ne manca un centinaio), ma almeno la metà sono in evidente sofferenza. Una situazione visibile a occhio nudo: è l’effetto del caldo eccezionale di questa stagione, che si scontra con le difficoltà nella manutenzione. Dove sono gli alberi spogli Basta passeggiare nel parco per osservare un’infilata di nuovi alberi completamente spogli, quasi morti. Succede nel tratto tra il Castello della facoltà di Architettura e Torino Esposizioni, sul lato di corso Massimo d’Azeglio. Ma il problema interessa anche il viale centrale affacciato sul fiume e quello in direzione dell’arco monumentale di corso Vittorio Emanuele II.

Quali sono le specie in pericolo Fra i nuovi esemplari c’è una trentina di specie scelte dallo studio di progettisti Land, diretto dall’architetto paesaggista Andreas Kipar, in accordo con gli uffici del Verde pubblico e la Soprintendenza, trattandosi di un parco vincolato. Si tratta in prevalenza di aceri platanoides, aceri pseudoplatani, platani, gleditsie, cercis, peri calleriana, liquidambar e zelkove. «Avere molte specie aumenta la biodiversità e offre più garanzie di attecchimento e robustezza a possibili agenti patogeni – garantisce l’assessore al Verde pubblico, Francesco Tresso – Chiaramente sono state scelte specie più adattabili ai climi caldi e alla scarsità d’acqua». Il parco resterà più spoglio? Una strategia che sembra non bastare per affrontare il caldo di questi mesi. «Alcuni alberi sono in difficoltà e vorrei ben vedere in un’estate come questa, ma l’impresa che sta svolgendo i lavori continua a bagnarli» prosegue Tresso. Che assicura: «Nel contratto è previsto che gli alberi morti vengano sostituiti».