Il termovalorizzatore previsto a Catania in contrada Pantano d'Arci, destinato a servire le cinque province della Sicilia orientale, rischia di compromettere una risorsa idrica gestita da Sidra spa. È quanto sostiene l'Associazione idrotecnica italiana - Sezione Sicilia orientale, che ha chiesto all'Ufficio speciale per la gestione del ciclo dei rifiuti di «approfondire la valutazione di alcuni rischi» legati all'impianto.

Secondo l'associazione, l'area individuata si sovrappone al campo pozzi che fornisce una portata di 60-70 litri al secondo, pari al fabbisogno di una città di 40mila abitanti: una risorsa che la Sicilia, già colpita dalla siccità 2023-'24 e costretta a ingenti spese per pozzi, «non potrebbe perdere, tanto più se destinata al nuovo stabilimento STMicroelectronics, realizzato con un investimento di cinque miliardi di euro, di cui due pubblici, e 3.000 posti di lavoro». Circostanze trascurate nel progetto, secondo l'associazione, che richiedono «approfondimenti» e, in caso di esito negativo, la delocalizzazione dell'impianto.

L'associazione chiede inoltre di accertare la potabilità delle acque, anche previo trattamento, di valutare il rischio di perdite inquinanti - anche accidentali o da eventi sismici o meteorologici intensi - e segnala i rischi di un futuro scarico d'emergenza nel canale Arci per inquinamento e balneazione.