Le università telematiche stanno allargando il bacino dell’istruzione superiore italiana. Il Quaderno di Banca d’Italia sulle università telematiche mostra che tra gli iscritti online sono più frequenti persone che, prima dell’immatricolazione, presentavano caratteristiche associate a una minore probabilità di proseguire gli studi dopo il diploma. L’espansione del settore sembra quindi avere raggiunto anche una parte della popolazione che l’università tradizionale intercettava con maggiore difficoltà.
Le dimensioni raggiunte rendono il fenomeno difficile da considerare marginale. Nell’anno accademico 2024/25 gli undici atenei telematici italiani contavano quasi 308mila iscritti, rispetto ai circa 119mila del 2018/19. Il numero dei laureati è cresciuto ancora più rapidamente: dai circa 16mila del 2018 ai quasi 74mila del 2024. Una crescita che, come mostra lo studio, ha trovato terreno soprattutto dove ce n’era più bisogno.
Una prima risposta è arrivata dal territorio. Secondo lo studio, la crescita delle telematiche si è sviluppata con maggiore forza proprio dove la partecipazione universitaria era inizialmente più debole. L’analisi condotta sui singoli studenti ha fornito un secondo elemento. Utilizzando soltanto informazioni disponibili prima dell’immatricolazione, gli economisti hanno stimato per ciascun diplomato la probabilità di iscriversi all’università. Tra chi ha poi scelto una telematica sono risultati più frequenti i profili associati a probabilità iniziali più basse. È su queste evidenze che gli autori hanno definito gli atenei online complementari rispetto al sistema tradizionale.






