I numeri, impietosi, avanzano. Le strade del Bolognese vedono le vittime aumentare, in particolare per quelli che secondo il Codice della Strada sono gli ‘utenti deboli’: motociclisti, ciclisti, persone a mobilità ridotta e pedoni, cui di recente si sono aggiunti i guidatori di monopattino. Da gennaio ai primi mesi di agosto sono 6 i morti di queste categorie, sparsi in diverse località della Città Metropolitana. Un dato in riduzione rispetto ai numeri complessivi del 2025 (12 motociclisti, 10 pedoni, 7 ciclisti), ma che rappresenta un campanello d’allarme.
"L’ennesimo" afferma il responsabile regionale della sicurezza per Fratelli d’Italia Mauro Sorbi, che dati alla mano parla comunque di "strage". Due sono secondo FdI le cause di un problema che si presenta ancora irrisolto: "Anzitutto incide in modo importante, secondo noi, l’assoluta mancanza di manutenzione di Comuni e Città Metropolitana: nonostante il governo abbia indirizzato denaro alla manutenzione delle strade urbane ed extraurbane, questa non viene fatta". Riguardo questo punto, l’analisi si fa poi più precisa: "Stiamo parlando di cartellonistica obsoleta e di segnaletica orizzontale cancellata. Certo, ci sono anche altri fattori – quello umano legato alla distrazione o imperizia e la fatalità –, ma l’aiuto dalle istituzioni in questo senso non c’è".







