HomeLa SpeziaCronacaSant’Andrea in affanno. Divampa la protesta : "Situazione al limite. Ora un tavolo di crisi"Il prossimo 5 settembre i sindacati incontreranno il direttore Sarteschi. Marzia Ilari, segretaria Fp Cgil: "Senza una quadra, avanti con altre azioni". Chiesti immediati investimenti strutturali per definire un piano climatico. .Il prossimo 5 settembre i sindacati incontreranno il direttore Sarteschi. Marzia Ilari, segretaria Fp Cgil: "Senza una quadra, avanti con altre azioni". Chiesti immediati investimenti strutturali per definire un piano climatico. .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciDi Alma Martina Poggi
"La situazione è divenuta insostenibile: il malfunzionamento degli impianti di aria condizionata ci sta mettendo in una condizione di emergenza". Una situazione definita intollerabile è quella che vivono ogni giorno i pazienti e il personale medico-sanitario nei reparti dell’ospedale Sant’Andrea, sempre più stretti nella morsa di un caldo che opprime. A parlare è un operatore del nosocomio spezzino – sulla cui identità manterremo il riserbo – che quotidianamente, in prima linea, è costretto a fare i conti con impianti rotti e temperature insopportabili. "Nel lavoro di noi operatori – racconta l’operatore – il caldo incide sulla qualità dell’assistenza: il nostro è un lavoro delicato e il caldo non fa che aumentare lo stress. Non parliamo poi del fatto – continua - che a soffrire di più le alte temperature sono i pazienti che per la maggior parte sono anziani e sono provati dalle alte temperature sia fisicamente che psicologicamente". Ma a subire gli effetti del caldo non sono solo il personale e l’utenza del Sant’Andrea. "Il caldo – continua – influisce sulla conservazione dei farmaci: sebbene non si tratti di farmaci propriamente salvavita, ma di quelli per le terapie quotidiane, come gli antibiotici, questi possono essere sì conservati a temperatura ambiente, ma non a 30". E dopo il sopralluogo all’ospedale di Sarzana, ad aver toccato con mano la situazione del Sant’Andrea è ancora la Cgil. "Giorgia Carrozzo che è delegata sindacale, segretaria del comparto sanità della Fp Cgil e infermiera – spiega Marzia Ilari, segretaria alla funzione pubblica per Cgil – , la scorsa settimana ha verificato la situazione di operatori e pazienti all’interno del Sant’Andrea: a soffrire il caldo sono diversi reparti, tra cui pronto soccorso, ma anche gli spogliatoi. Addirittura, in alcuni momenti della giornata, la temperatura arriva a i trenta gradi. So che sono stati acquistati pinguini portatili e ventilatori per tamponare l’emergenza – continua Ilari -, ma il punto è che le soluzioni adottate non sono efficaci rispetto all’ondata di caldo anomalo che stiamo vivendo. Si tratta di rimedi emergenziali, ma è evidente che sono necessari investimenti strutturali". Il tema su cui ragionare, per Ilari, è il microclima, ma la questione è più ampia."Quello che voglio sottolineare è che non si tratta di emergenza caldo, ma di emergenza clima: il problema della temperatura lo affrontiamo anche d’inverno, quando le temperature si fanno più rigide. Ciò che manca è una visione a lungo raggio dietro l’organizzazione dei presidi ospedalieri".






