La protesta.07 luglio 2026 alle 00:51

La IV strada dell’area industriale di Macchiareddu, alle porte di Cagliari e Assemini, è diventata ieri mattina il baricentro della crisi industriale sarda. Un presidio unitario, promosso dalla Fiom-Cgil, dove si è chiesto di superare la frammentazione delle crisi aziendali in favore di un’unica strategia di salvaguardia.Partecipazione trasversale: dal segretario nazionale della Cgil, Gino Giove, ai vertici istituzionali, tra cui la senatrice Sabrina Licheri, i sindaci di Assemini, Mario Puddu, e di Cagliari, Massimo Zedda, e la presidente del Cacip, Barbara Porru. Al centro della mobilitazione il destino incrociato di realtà strategiche come Bekaert, Sanac e Fluorsid.

I sindacati

«Macchiareddu non può continuare a perdere la sua industria – ha detto Simona Fanzecco, segretaria generale della Cgil di Cagliari –. Basta rincorrere le emergenze: serve un Accordo di programma con Regione e Mimit per difendere il lavoro e costruire il futuro. Non sono tre vertenze separate, ma tasselli di un’unica crisi che sta cancellando produzioni strategiche. Chi beneficia del sostegno pubblico, come nel caso di Fluorsid, ha il dovere di rispettare il lavoro e confrontarsi con le parti sociali, non di procedere a licenziamenti unilaterali».