L’11 agosto il parlamento ungherese ha eletto il giurista András Baka come nuovo presidente del paese. Baka entrerà in carica il 19 agosto, prima della festa nazionale del 20 agosto, colmando il vuoto lasciato da Tamás Sulyok, che è stato destituito.
Da quando Viktor Orbán è stato estromesso dal potere ad aprile dopo 16 anni, il nuovo governo ungherese guidato da Péter Magyar si è impegnato a cambiare tutto. Durante la campagna elettorale Magyar aveva promesso di ripristinare lo stato di diritto, la separazione dei poteri e la libertà di stampa e il suo partito Tisza ha sorprendentemente ottenuto la maggioranza dei due terzi in parlamento.
Proprio il parlamento ha eletto presidente András Baka, critico di Orbán, dopo che il suo predecessore era stato destituito prematuramente tramite un emendamento costituzionale. “Questo processo solleva una questione fondamentale: i democratici possono usare metodi antidemocratici per ripristinare la democrazia?”, chiede il settimanale tedesco Die Zeit.
Nel 2011 il governo di Fidesz guidato dall’ex primo ministro aveva rimosso András Baka dalla presidenza della corte suprema tre anni prima della fine del suo mandato modificando la costituzione. All’epoca Baka aveva denunciato la decisione, sostenendo che “il fatto che un alto funzionario possa essere rimosso dall’incarico con un emendamento dell’ultimo minuto è semplicemente sconvolgente”. La Corte europea dei diritti umani (Cedu) aveva criticato il governo Orbán per questa mossa: l’allontanamento del funzionario violava l’indipendenza della magistratura perché gli impediva di esprimere le sue critiche alla riforma della giustizia voluta dall’allora premier.










