AGORDO (BELLUNO) - Verrà ricordata come l'estate dai grandi numeri, ma anche in svariati casi del turismo cafone. La ricetta verso un turismo consapevole e rispettoso dell'ambiente montano, può passare per le guide alpine e gli accompagnatori di media montagna. Ma i problemi non mancano, soprattutto quelli legati all’abusivismo. «Siamo ormai diventati l’anello finale della filiera turistica che propone le nostre montagne -spiega il presidente del Collegio Regionale delle Guide Alpine del Veneto, Roberto Bressan- e che forse è il più importante in quanto noi trascorriamo l’intera giornata con il turista diventando il mediatore principale e contribuendo in larga parte a far vivere la miglior esperienza possibile, lasciando spesso un ricordo positivo e indimenticabile».
Nuove logiche Di guide alpine ne esistono circa 150 in Veneto e 75 in provincia di Belluno, mentre di accompagnatori di media montagna se ne contano 70 nella regione e 25 nel Bellunese, ma ne servirebbero di più. «Il concetto della guida che aspetta il cliente va superato – continua Bressan – bisogna andare su nuove logiche di offerta e promozione di tutto il turismo esperienziale e quindi più siamo meglio è, in quanto ogni guida o accompagnatore diventa un promotore di se stesso e degli altri. La guida alpina e gli accompagnatori dovranno essere bravi ad intercettare e promuovere nuove formule di prodotto/servizio e a sapersi collocare all’interno di una proposta organizzata di tutta la filiera turistica. Quindi il collegio regionale delle guide alpine invita tutti coloro che abbiano intenzione di svolgere questa professione a partecipare ai corsi regionali o interregionali previsti. Nello specifico nel 2026 partiranno sia il corso interregionale per aspiranti guide alpine sia il corso per accompagnatore di media montagna, mentre dei corsi propedeutici che per gli aspiranti guide alpine si svolgerà il 25 e 26 settembre e per gli accompagnatori di media montagna il 25 ottobre». La figura dell’accompagnatore di media montagna dovrebbe inoltre andarsi a completare nell’ambito invernale. «È probabile l'imminente uscita del Decreto Crescita a livello nazionale – continua Bressan – e con la possibile identificazione delle zone di riserva esclusiva della professione per gli accompagnatori di media montagna relativa a tutti i sentieri classificati “E” sopra i 700 metri di quota e tutti i sentieri classificati “EE” come già avviene in Regione Lombardia. Invitiamo tutti gli interessati e tutti coloro che già operano all’interno del mondo associazionistico spesso su terreni e attività complementari di valutare la possibilità di entrare a far parte della famiglia dei professionisti della montagna». Il nodo Con il crescere dei turisti, aumenta anche il rischio dell'abusivismo per i professionisti della montagna. «Anche noi abbiamo problemi di abusivismo, specie dall’estero – continua Bressan – ma a differenza dei maestri di sci per i quali vengono effettuati controlli da parte delle forze dell’ordine nelle varie piste, per noi visto che operiamo in ambienti vasti e non circoscritti come i maestri di sci, risulta molto più difficile l’identificazione degli abusivi da parte delle forze dell’ordine». Il turismo è in continua evoluzione. Le vacanze lunghe e i luoghi scelti dai turisti abitualmente negli anni, per buona parte sono un ricordo, che lascia spazio a una modalità spesso "mordi e fuggi", e avanza il turismo estero e dei viaggi organizzati, con tanto di guide portate dal luogo di partenza. «Tutto ciò ha profondamente cambiato il modo di svolgere il nostro mestiere – continua Bressan – Attualmente le guide alpine e gli accompagnatori di media montagna si ritrovano a lavorare sempre più spesso con un pubblico eterogeneo e multietnico, accompagnando i clienti su percorsi principalmente di hiking o vie ferrate ed eventualmente con qualche giornata di arrampicata. Il cliente spesso acquista il pacchetto con le varie proposte fatte dalle agenzie o prenotando direttamente quei professionisti che si propongono autonomamente a livello mondiale mediante i canali social o il proprio sito web».






