Costruire un modello di intelligenza artificiale generativa tutto italiano con cui sfidare lo strapotere delle big tech.
Con questo ambizioso obiettivo Domyn, fino a inizio anno conosciuta come iGenius, si presentava ai potenziali investitori cercando di raccogliere quasi un miliardo di euro con una valutazione da unicorno, più o meno due anni fa.
Nel frattempo la scale-up fondata da Uljan Sharka ha portato il giro d'affari a 9,3 milioni nel 2025 e ha iniziato a guardare verso Piazza Affari, dove potrebbe sbarcare entro un paio d'anni, come si apprende da documenti societari consultati da MF-Milano Finanza.L'attività al momento continua a bruciare cassa per addestrare l'AI e il 2025 si è chiuso con una perdita di 10,3 milioni, nonostante il valore della produzione sia aumentato di oltre il 60% passando da 5,6 milioni a 9,3 milioni.
L'azienda ha anche potenziato l'organico, passando da un'ottantina di dipendenti a oltre 100, e ha investito più di 18 milioni per coprire i costi di sviluppo dei modelli Domyn Small e Domyn Large.
I due prodotti, che si differenziano per il numero di parametri considerati, sono stati lanciati nei primi mesi dell'anno e sono pensati per l'applicazione dell'AI in settori regolamentati, dove le imprese hanno bisogno di garantire sicurezza e sovranità dei dati.






