HomePratoCronacaIl padre fa appello e il giudice risponde di sì: “Il detenuto è malato, fuori dal carcere”. Finirà di scontare la pena ai domiciliariPietro Crisafulli aveva scritto al Tribunale per i problemi di salute del figlio. Deve finire di scontare 18 mesi di pena: lo farà agli arresti domiciliari. La motivazione: “Il paziente non appare compatibile col regime detentivo”Deve scontare 18 mesi alla Dogaia, ora è ai domiciliari per gravi problemi cardiologiciRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPrato, 13 agosto 2026 – Le lacrime di un padre, e sono lacrime di gioia, bagnano l’ingresso della Dogaia. “Finalmente posso riabbracciare mio figlio”. A parlare è Pietro Crisafulli che nei giorni scorsi si è battuto affinché venisse adottato con urgenza un provvedimento a tutela della salute del figlio Agatino, 31 anni, di Catania ma residente a Pistoia. Ieri è arrivata la decisione del magistrato di sorveglianza: il detenuto è stato scarcerato per l’incompatibilità delle condizioni di salute con il carcere. Il magistrato ha valutato la documentazione sanitaria che riporta di un “grave quadro cardiologico” e ha deciso che Crisafullli potrà finire di scontare il resto della pena (circa 18 mesi) ai domiciliari.