C’è un’altra disuguaglianza di genere di cui si parla poco: il tempo per sé. Secondo gli ultimi dati Istat, nei giorni festivi le donne italiane hanno in media 42 minuti di tempo libero in meno degli uomini: 4 ore e 28 minuti contro 5 ore e 10. Una differenza che ha una spiegazione piuttosto concreta: sulle donne continua a gravare un carico di lavoro domestico e di cura pari a una volta e mezzo quello degli uomini. Quella sottrazione di tempo lascia tracce anche su ciò che facciamo quando finalmente il tempo è nostro. Nel 2024 il 26,3% degli uomini associa il tempo libero agli hobby, contro appena il 21,6% delle donne. Persino nello sport il divario è evidente: lo pratica il 43,4% degli uomini contro il 31,8% delle donne. La lettera di Claudia, invece, racconta bene come un hobby, una passione, un semplice interesse possano diventare una nuova risorsa, linfa vitale proprio quando tutte le illusioni sulla carriera e sul suo significato vengono meno. Perché, dopo una vita passata a costruire, difendere e infine sopportare il lavoro, racconta di aver trovato qualcosa che le piace «in un modo totalmente insperato». Risponde alla lettrice Roberta Zantedeschi, consulente HR e business coach umanistica, riprendendo proprio gli spunti del suo saggio “Fidati che c’è tutto”, dove mette in discussione la capacità del lavoro di definirci e realizzarci completamente e rimette al centro le nostre passioni come vere risorse.