di
Mariangela Campo
Secondo il Rapporto Annuale Istat 2026, le donne italiane dedicano al lavoro domestico quasi 5 ore al giorno contro le 2 degli uomini, e il 26,4% delle madri occupate si sente sempre in affanno: il divario di genere nel lavoro familiare si è ridotto negli ultimi 20 anni, ma nel modo sbagiiato
Sono le 7.23. La sveglia è suonata 23 minuti fa ma lei è già in piedi dalle 6.30. Ha preparato la colazione per tutta la famiglia, svegliato i figli per la scuola, firmato il permesso per la gita di uno e l’uscita anticipata dell’altra, risposto all’email di un cliente, e sta cercando di programmare mentalmente la lista delle incombenze della giornata: spesa, portare i figli a sport, riunione alle 18, prenotare visite mediche di routine, chiamare genitori e suoceri per sentire come stanno, cena da improvvisare, mestieri da fare. Il marito sta ancora facendo la doccia.Questa non è una storia. È una mattina qualunque per milioni di donne italiane. E adesso abbiamo i numeri precisi per raccontarla.
Il Rapporto Annuale Istat 2026, presentato il 21 maggio 2026 e relativo al 2023, ha misurato qualcosa che le donne sanno già da sempre: la quantità di tempo che ogni giorno viene sottratta loro e data, gratuitamente e silenziosamente, alla famiglia. Lavoro familiare, insomma.









