Parlare di espropri, inizio lavori o prime pietre ancora è troppo presto. Il progetto Ponte sullo Stretto può andare avanti, ma solo sulla carta. Come anticipato da il Fatto quotidiano il 9 agosto, dietro il via libera con cui il Consiglio superiore dei Lavori pubblici ha consentito la prosecuzione della progettazione si nasconde un elenco di prescrizioni, verifiche e approfondimenti che restituisce un quadro molto meno rassicurante di quello raccontato dalla propaganda governativa sull’opera.
Sono 353 pagine nelle quali il Consiglio, riunito il 6 agosto, non boccia il progetto ma certifica che alcuni degli elementi su cui dovrebbe poggiare il Ponte devono ancora essere aggiornati, verificati o approfonditi. Il punto più delicato riguarda il terreno sul quale l’opera dovrebbe sorgere. Il Cslp, infatti, parla esplicitamente di “criticità conoscitive emerse dall’analisi dei documenti progettuali” e considera “irrinunciabili indagini integrative e di completamento del quadro conoscitivo”. Il programma già previsto dalla Stretto di Messina Spa viene definito soltanto “un primo indispensabile completamento conoscitivo” che deve essere integrato per “dirimere l’insieme delle incertezze presenti”.







