ROMA - A Gaza, i limiti che le autorità israeliane continuano a imporre sull’ingresso di olio per lubrificare i motori e i pezzi di ricambio mettono a rischio la vita di migliaia di persone. Lo denuncia con un resoconto lo staff di Medici Senza Frontiere (MSF). Queste forniture sono necessarie per mantenere in funzione i generatori degli ospedali, le ambulanze, le pompe per l’acqua e le autocisterne. Il blocco di questi servizi essenziali è emblematico della sistematica distruzione, da parte di Israele, delle condizioni indispensabili alla vita a Gaza. A giugno, MSF ha cominciato a ridurre l’utilizzo da 12 a 7 ore al giorno, della produzione di acqua potabile: da 600.000 a 350.000 litri al giorno. Questo significa che ogni giorno oltre 40.000 persone in meno possono ricevere acqua.

Un litro d‘olio per i motori costa 1.300 dollari al mercato locale. In alcune strutture, a MSF resta a malapena olio motore sufficiente per un mese, e alcune delle apparecchiature stanno già risentendo delle carenze. MSF è costretta a cercare scorte sul mercato locale, a prezzi esorbitanti. La disponibilità di olio motore è così limitata che, negli ultimi 6 mesi, il suo prezzo è aumentato di 20 volte. Alla fine di luglio aveva superato i 1.300 dollari al litro. Non sono garantite né la qualità né la disponibilità del prodotto.