Pubblicato il: 12/08/2026 – 20:05

CATANIA «Siamo qui da un paio d’ore. Saremmo dovute partire alle 8, ma il volo è stato annullato. Siamo bloccate qui e dobbiamo trovare un’altra soluzione, probabilmente partire in macchina. La compagnia ci ha lasciate a terra. Ci hanno detto che non ci daranno né il rimborso né la possibilità di cambiare il volo, né da Palermo, Trapani, Reggio Calabria, Bari o Malta. Ci hanno detto di noleggiare una macchina e andare a Roma». Lo racconta a LaPresse una turista romana all’aeroporto di Catania, dove i voli sono stati cancellati fino a domani alle 16 a causa dell’Etna. «Siamo di Gorizia, eravamo in vacanza in Sicilia. Dobbiamo partire, ma l’aereo è stato cancellato e non c’è nemmeno un banco a cui chiedere informazioni», racconta un’altra turista. «Io prenderei una macchina per andare a Palermo e prendere l’aereo, se possibile, ma ce lo comunicassero», interviene un altro passeggero. «Nessuna informazione». Negli ultimi giorni, dall’eruzione dell’Etna, sono circa 700 i voli saltati. Una situazione che ha mandato nel caos l’intera regione Sicilia. Sull’emergenza è intervenuto anche il ministro della Protezione civile Nello Musumeci, tornando sulla vulnerabilità dello scalo catanese. Per Musumeci, l’attuale situazione non fa altro che riportare alla luce «un problema che la Sicilia conosce da tempo». Il riferimento è alla posizione dell’aeroporto di Fontanarossa, che il ministro considera «fuori posto» non per la presenza dell’Etna, ma per la sua eccessiva vicinanza al vulcano. Una criticità, ha ricordato Musumeci, già evidenziata nel 1999, quando era presidente dell’allora Provincia Regionale di Catania: già allora aveva richiamato l’attenzione «sui limiti dello scalo di Fontanarossa e sulla sua particolare vulnerabilità» legata alla presenza dell’Etna.