Il gip del Tribunale di Ivrea Lucrezia Natta ha convalidato l'arresto per tentato omicidio plurimo con la misura cautelare dei domiciliari per Giuseppe Campagna, l'ex muratore di 73 anni di Coassolo che, sabato scorso, ha travolto sei ciclisti a Lanzo mentre era al volante della sua macchina. Una strage sfiorata che, secondo la giudice ha mostrato la «totale spregiudicatezza e incuranza delle conseguenze» da parte di Campagna. La frase dopo l'investimento: «Adesso vi ammazzo tutti» Che, quando Denis Colonna uno dei ciclisti rimasti feriti lievemente ha tentato di aprire la portiera della Polo urlando «l'hai ammazzato», riferito ad uno suo amico appena investito dall'auto e scaraventato sull'asfalto, ha ottenuto la risposta: «adesso vi ammazzo tutti». Per gli inquirenti il 73enne potrebbe ripetere le condotte violente Il 73enne, secondo gli inquirenti «ha mostrato una totale incapacità di autocontrollo e di valutazione della situazione» e potrebbe ripetere le stesse condotte per la sua «elevata attitudine violenta». Come dimostrano l'aggressione che svolgeva dei lavori in casa sua nel 2013 e la violenza ai danni di un automobilista con il quel aveva avuto un diverbio quattro anni fa. Anche se Campagna ha negato qualunque contatto fisico. La testimonianza del podista sulla dinamica dell'investimento Gli investigatori, coordinati dalla pm della procura di Ivrea Caterina Miroglio, hanno poi ricostruito la dinamica attraverso una serie di testimonianze fondamentali per capire la volontarietà dell'investimento. Come quella di un podista che stava correndo proprio in via Loreto e ha sentito il clacson della Polo suonare a lungo mentre sorpassava i ciclisti che erano in mezzo alla carreggiata: «I ragazzi i bici gli hanno risposto di stare calmo». La Polo avrebbe accelerato travolgendo cinque ciclisti Campagna invece, avrebbe rallentato facendo transitare il gruppo e posizionandosi alle loro spalle. Poi avrebbe accelerato improvvisamente, travolgendo cinque di loro. L'unico rimasto in sella si è gettato all'inseguimento della Polo che, ha fatto inversione e «tornava indietro contromano a velocità ancora più sostenuta e investiva altri ciclisti che erano a piedi a fianco alle loro bici». Il racconto del testimone: un nuovo tentativo di investimento E poi, particolare che non era ancora emerso, il podista sostiene che «ho visto di nuovo l'auto procedere in direzione di Coassolo con un nuovo tentativo di investimento, però non ho visto se ha preso qualcuno». Una donna ha raccontato invece che l'auto procedeva «a zig zag» proprio per centrare i ciclisti, anche uno che si teneva alla cancellata di casa sua. Per gli inquirenti le manovre erano «consapevoli e volontarie» Insomma per gli inquirenti, anche se Campagna ha ammesso di non ricordare esattamente quello che era successo e di non aver mai avuto intenzione di travolgere nessuno, non si può propendere per una condotta colposa. Ma si tratta invece di manovre «consapevoli e volontarie». Nessuna patologia avrebbe influito sulla consapevolezza del 73enne Tra l'altro il 73enne non risulta soffrire di nessuna patologia che possa aver influito sulla sua piena consapevolezza al momento dei fatti. E non risulta nemmeno avere delle problematiche psichiatriche che possano aver influito su quello che è avvenuto. La difesa: “Sicuri che il gesto non era voluto” Di tutt’altro parere sono invece gli avvocati Tom Servetto e Paolo Pavarini che difendono l’ex artigiano edile. «Noi siamo sicuri che il gesto del nostro assistito non è stato volontario e lo spiegheremo anche da punto di vista scientifico quando ne avremo l’opportunità - avvertono -. Non sta né in cielo né in terra che una persona di 73 anni si metta ad investire delle persone in bicicletta come se fossero dei birilli. Intanto adesso ci attiveremo già per i risarcimenti».
“Adesso vi ammazzo tutti”, la risposta 73enne ai ciclisti scioccati dopo essere stati investiti
Convalidato dal gip di Ivrea l’arresto di Giuseppe Campagna accusato di tentato omicidio plurimo dopo aver travolto 4 cicloamatori dopo una lite stradale










