Per anni la Silicon Valley ha fatto dell’anti-moda una divisa. Felpe con cappuccio, t-shirt sempre uguali e outfit piuttosto anonimi: mostrare scarso interesse per il guardaroba sembrava quasi una dichiarazione di superiorità. Poi qualcosa è cambiato. E mentre Mark Zuckerberg e Jeff Bezos hanno progressivamente scoperto tailoring e quiet luxury, le founder, ceo, imprenditrici e manager che oggi guidano il settore tech spaziano tra gonne midi, jeans e tailleur, fino ad abiti da gran gala.

Esiste davvero un dress code nella Silicon Valley? A guardare i look di Whitney Wolfe Herd di Bumble e Katrina Lake di Stitch Fix, della “maga” dell’AI Mira Murati e di Lucy Guo, cofondatrice di Scale AI e poi founder di Passes, la risposta sembra essere no. Il nuovo power dressing dell’innovazione passa piuttosto dalla libertà di costruire un’immagine personale, dimostrando che anche nella patria dell’anti-fashion vestirsi (bene?) può significare molto.

Imprenditrici tech, chi sono (e come si vestono)

L’AI avanza, loro pure. Nessuna uniforme condivisa, nessun equivalente femminile della mitologica t-shirt da tech bro. Le imprenditrici del tech oggi sembrano rivendicare il diritto ad avere stili diversi. Lo dimostrano bene le più giovani, come l’americana Lucy Guo, classe 1994, cofondatrice di Scale AI e oggi founder e ceo di Passes, piattaforma per creator e influencer, che sceglie un’immagine pop e apertamente glamour, grazie a minidress e completi tomboy.