HomeEconomiaL'AI ruba il lavoro? “Cambiano le competenze richieste ma i posti aumenteranno”I dati del World Economic Forum. Andrea Unger, ingegnere e quattro volte campione del mondo di trading: “La tecnologia accelera le procedure. Direzione e responsabilità restano umane”Intelligenza artificiale: cambiano le competenze dei lavoratoriRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciLa preoccupazione è reale: l'Intelligenza Artificiale sta già cambiando mansioni, processi e competenze, e alcune professioni subiranno una riduzione della domanda. Ma raccontarla soltanto come una tecnologia destinata a "rubare il lavoro" rischia di nascondere il punto decisivo. La sfida non sarà competere con una macchina sulla velocità, ma saperla usare per lavorare meglio, controllarne i risultati e assumersi la responsabilità delle decisioni. Infatti, la rivoluzione digitale non sta cancellando il lavoro, ma ne sta cambiando regole e competenze. L'AI non mette in discussione il valore delle persone: mette in crisi, piuttosto, un modo di lavorare basato sull'approssimazione, premiando metodo, preparazione e capacità di adattamento.

Unger: “L'AI non elimina le competenze”

"È una dinamica che nel trading sistematico osserviamo da oltre vent'anni", spiega Andrea Unger, ingegnere e quattro volte campione del mondo di trading. "Software e algoritmi analizzano i mercati ed eseguono automaticamente le operazioni molto prima dell'attuale diffusione dell'AI generativa. Eppure, l'automazione non ha eliminato il bisogno di competenza: lo ha reso ancora più evidente. C'è l'illusione che la tecnologia possa risolvere la complessità con un clic. Ma prima di affidare un compito a una macchina bisogna decidere che cosa deve fare, su quali dati deve lavorare e con quali criteri valutare i risultati. Un algoritmo può applicare una regola migliaia di volte senza stancarsi. Se la regola è sbagliata, però, accelererà l'errore con la stessa efficienza", prosegue Unger. È qui che si sposta il valore del lavoro umano. L'AI può ridurre i tempi, organizzare informazioni, produrre contenuti e supportare l'analisi. Non può però garantire da sola che i dati siano affidabili, che una risposta sia coerente con l'obiettivo o che una decisione sia corretta. Senza pensiero critico e padronanza del processo, la velocità diventa un moltiplicatore di errori. Con una guida competente, invece, diventa un vantaggio.