Mentre l’aeroporto di Catania resta chiuso almeno fino a domani pomeriggio, mentre circa 700 voli sono staltati e le vacanze sono state rovinate a oltre 100 mila persone, mentre anche lo scalo di Comiso è stato chiuso e poi riaperto, mentre le forze di opposizione, tanto a livello locale quanto nazionale, continuano a criticare chi amministra il territorio e il gestore Sac, e mentre infine persino il ministro per la Protezione civile ed ex governatore siciliano Nello Miusiumeci interviene sul caos scoppiato per via dell’eruzione dell’Etna, ecco, mentre accade tutto questo, è interessante prestare ascolto a quel che dicono i vulcanologi. Ed ecco allora l’analisi di Marco Viccaro, che oltre a essere docente di geochimica e vulcanologia presso proprio l’Università di Catania è anche il presidente dell’Associazione italiana vulcanologia: «Il risveglio del cratere Voragine determina in genere cambiamenti significativi nella configurazione strutturale del vulcano Etna e, di conseguenza, può influenzare il comportamento eruttivo successivo anche per diversi anni».

L’esperto continua così: «L’attività eruttiva di questi giorni al cratere Voragine dell’Etna deve essere inquadrata in una dinamica molto più complessa e articolata rispetto a quella che abbiamo osservato negli ultimi decenni nella zona sommitale dell’Etna, un periodo durante il quale la scena è stata dominata principalmente dal Cratere di Sud-Est. Il risveglio del cratere Voragine determina in genere cambiamenti significativi nella configurazione strutturale del vulcano e, di conseguenza, può influenzare il comportamento eruttivo successivo anche per diversi anni».