Migranti che dalla Germania verranno rispediti in Italia: sono questi, in poche parole, i "dublinanti". Il nome deriva dal trattato di Dublino, secondo cui la richiesta d’asilo deve essere fatta e presa in carico solo nel primo Paese all’interno dell’Ue in cui si arriva. Ma perché la Germania ha deciso di rimandarli indietro e quanti sono in Europa? Facciamo un pò di chiarezza.

Chi sono i dublinanti Dopo la crisi di Ceuta, il tema dell'immigrazione è tornato a essere centrale in Europa. Per l'Italia, tra l'altro, ha aperto un nuovo fronte con la Germania sui cosiddetti “dublinanti”, ovvero coloro che una volta arrivati in Itallia hanno deciso di proseguire verso altri Paesi Ue, tra cui la Germania. Si tratta di un flusso continuo dal nostro Paese verso il nord Europa, per il quale il governo non aveva applicato le disposizioni previste dal trattato. Il regolamento di Dublino stabilisce che la domanda d’asilo debba essere esaminata dal Paese competente, generalmente quello di primo approdo. Se un migrante presenta domanda in un altro Stato, quest’ultimo può chiedere il trasferimento al Paese ritenuto responsabile.La decisione della Germania La situazione sembrava aver trovato un punto di svolta con l’accordo tra Roma e Berlino stipulato nel 2025, un gesto di intesa con cui la Germania aveva deciso di azzerare il conteggio degli immigrati arrivati attraversando la frontiera italiana, facendo ripartire il calcolo proprio dalla fine di quell’anno in avanti. Nonostante questo condono, va sottolineato che le espulsioni erano ferme già dal 2022. Ora arriva la decisione del cancelliere tedesco Friedrich Merz. A partire proprio dal 19 agosto dovrebbero cominciare una serie di espulsioni dei dublinanti registrati nel 2026. Quanti sono i migranti "dublinanti" in Europa? I dati Eurostat del 2025 mostrano una forte asimmetria: l’Italia è il Paese che ha ricevuto più richieste di trasferimento in entrata nell’Ue, 24.152, contro appena 5.279 richieste inviate verso altri Stati. La Germania presenta il quadro opposto: 35.933 richieste in uscita e 16.519 in entrata, risultando il Paese che più frequentemente chiede ad altri Stati membri di farsi carico dei richiedenti. Francia e Germania sono inoltre le principali destinazioni finali, con rispettivamente 30.084 e 35.933 richieste in uscita.Nel complesso, nel 2025 19 Paesi Ue hanno ricevuto più richieste di quante ne abbiano inviate, mentre otto, tra cui Germania e Francia, hanno avuto un saldo opposto. Delle 115.625 richieste ricevute complessivamente dall’Ue, il 39,4% riguardava la “presa in carico” di una nuova domanda d’asilo, mentre il 60,6% erano richieste di “ripresa” relative a persone che avevano già presentato domanda in un altro Stato membro.