Fare il pieno potrebbe diventare sensibilmente più costoso nei prossimi mesi. L’allarme arriva dalla banca svedese SEB, secondo cui il protrarsi della crisi energetica provocata dal conflitto in Medio Oriente rischia di trasferirsi direttamente sui prezzi di benzina e diesel pagati dagli automobilisti.
Il nodo principale è lo Stretto di Hormuz. Secondo l’analista delle materie prime Bjarne Schieldrop, le prospettive di un rapido ritorno alla normale circolazione attraverso questo passaggio strategico restano limitate. Una situazione che sta aumentando la pressione sul mercato petrolifero e, soprattutto, sui prodotti raffinati.
Non si tratta ancora di una previsione precisa su quanto aumenteranno i prezzi alla pompa. La direzione indicata dagli analisti, però, è chiara: se le difficoltà nei flussi energetici continueranno, l’inverno potrebbe diventare più caro per i consumatori.
Perché benzina e diesel rischiano di aumentare
Lo Stretto di Hormuz rappresenta un passaggio fondamentale per i flussi energetici internazionali. Una chiusura prolungata o forti limitazioni alla navigazione possono quindi avere conseguenze che vanno ben oltre l’area direttamente coinvolta nel conflitto.







