di
Angela Cotticelli
Favoriscono il contatto tra genitore e neonato e accompagnano lo sviluppo del bambino rispettandone la fisiologia. Dai sei mesi si può passare al passeggino. I consigli dell'esperto
Nei primi mesi di vita, la fascia, e la sua versione più strutturata, il marsupio, sono strumenti leggeri che permettono di trasportare il bambino in sicurezza. Ma non solo. Il contatto con il corpo del genitore è per il neonato un bisogno primario e irrinunciabile. È per questo che i bambini, se presi in braccio, quasi sempre si tranquillizzano subito. Lo spiega Marco Giordano, dell'U.O.C. di Traumatologia e chirurgia ortopedica specialistica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Fascia: ideale fino ai 4 mesiNumerosi studi hanno dimostrato i benefici del contatto «pelle a pelle» con il neonato sia nel favorire il legame mamma-bambino (bonding), sia nello sviluppo psicomotorio del piccolo. «La fascia e il marsupio possono diventare strumenti preziosi sia per il trasporto fuori casa sia nella quotidianità domestica, poiché lasciano al genitore le mani libere – spiega Giordano -. Tuttavia, il loro utilizzo deve sempre rispettare le diverse tappe dello sviluppo muscolo-scheletrico del bambino. Nei primi tre mesi di vita il neonato presenta una fisiologica ipotonia muscolare (riduzione del tono muscolare a riposo, che fa apparire i muscoli flaccidi e deboli) e un capo proporzionalmente molto più grande rispetto al resto del corpo. In questa fase la fascia rappresenta spesso la soluzione più adatta perché permette di sostenere adeguatamente il bambino, mantenendolo nella sua naturale posizione raccolta. Il neonato, infatti, conserva ancora la postura che aveva nell'utero materno: il tono muscolare è prevalentemente in flessione, con braccia e gambe piegate e raccolte verso il corpo. Questa posizione «a koala», non è soltanto confortevole, ma rispetta la fisiologia del bambino e accompagna il suo normale sviluppo».







