Roma, 16 feb. (askanews) – Ogni mamma sa che la cura del proprio figlio passa anche da gesti semplici, come accarezzare le sue mani ed il viso. La pelle dei bambini, soprattutto nei primi mesi di vista, è ancora in fase di sviluppo, dunque particolaremente delicata e vulnerabile ad agenti esterni. In questi momenti, è importante che l’affetto si intrecci alla cura consapevole, creando le condizioni per favorine il benessere fisico del piccolo e migliorare la connessione madre-figlio.
La cute neonatale: 30%più sottile di quella adulta Il volto e le mani sono le zone più esposte del neonato e rappresentano aree di estrema sensibilità. La struttura cutanea infantile è infatti circa il 30% più sottile rispetto a quella di un adulto, il che si traduce in una maggiore permeabilità e suscettibilità a irritazioni e all’azione di agenti esterni. “La cute dei neonati non è semplicemente una versione “ridotta” di quella adulta, ma un organo in maturazione – spiega Marco Grassi, ginecologo di Ascoli Piceno -.È progettata per adattarsi progressivamente all’ambiente esterno, ma in questa fase di transizione l’equilibrio cutaneo può essere più vulnerabile rispetto a quello dell’adulto. Questo non rende il neonato debole, ma indica che alcune precauzioni possono realmente fare la differenza nella prevenzione di irritazioni o microlesioni”.






