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Ultimo aggiornamento: 16:56

Il senso della bellezza prende forma molto prima di quanto si pensasse, emergendo già nei primi mesi di vita e sviluppandosi progressivamente con la crescita. A confermarlo è uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B e condotto dai ricercatori dell’Università di Grenoble-Alpes, che offre nuovi elementi per comprendere le radici cognitive dell’esperienza estetica. Già in passato diversi studi avevano osservato come i neonati mostrino preferenze visive per forme curve, configurazioni simmetriche e volti, caratteristiche generalmente apprezzate anche dagli adulti. Il gruppo guidato da David Méary ha voluto approfondire il fenomeno, concentrandosi sulla percezione della bellezza non come giudizio soggettivo, ma come stato mentale di benessere capace di orientare l’attenzione e generare attrazione verso specifici stimoli.

Per farlo, i ricercatori hanno utilizzato particolari sequenze visive chiamate “kinetic dot displays”, ovvero configurazioni di punti in movimento la cui “bellezza” era stata precedentemente valutata da un gruppo indipendente di adulti. L’esperimento ha coinvolto neonati tra i 4 e i 24 mesi e volontari adulti, monitorando attraverso un eye tracker i tempi e le modalità di osservazione durante la presentazione degli stimoli, della durata di cinque secondi. I risultati mostrano un dato chiave: i giudizi estetici degli adulti prevedono le preferenze visive dei partecipanti di tutte le età. In altre parole, sia i neonati sia gli adulti tendono a soffermarsi più a lungo sugli stessi pattern visivi, suggerendo l’esistenza di un nucleo condiviso del senso estetico.