Pavia. Sguardi puntati al cielo (rigorosamente con gli occhialini schermanti conformi alla normativa Iso 12312-2) per osservare la Luna che oscurerà il Sole. L’eclissi totale è attesa questa sera (12 agosto) lungo una fascia di 293 chilometri: dalla Russia artica, attraverso Groenlandia, Islanda occidentale, una piccola parte del Portogallo e, infine, un’estesa fascia della Spagna settentrionale. Sarà invece parziale in Italia, con una percentuale di copertura diversa a seconda della zona: maggiore al Nord e minore al Sud. E comunque a ridosso dell’ora del tramonto, in particolare in provincia di Pavia. Per individuare il luogo migliore in cui appostarsi – orizzonte aperto, senza ostacoli – è consigliabile fare un sopralluogo già oggi perché le condizioni non saranno molto diverse. È il suggerimento di Andrea Tiengo, professore ordinario di Astronomia e Astrofisica alla Scuola Superiore Iuss di Pavia. Professore, è in corso una mobilitazione di massa in Europa per l’eclissi. La meta più ambita è la Spagna del Nord. A Pavia come siamo messi quanto a visibilità? «In Spagna la copertura del disco solare sarà totale, quando il Sole sarà basso sull’orizzonte e prossimo al tramonto. In Italia al novanta per cento ma solo al Nord. La simulazione ci dice che a Pavia la Luna comincerà a coprire il Sole intorno alle 19. 30; quando alle 20 sarà a dieci gradi sull’orizzonte (per calcolarlo approssimativamente si può tendere un braccio proiettando l’ingombro del pugno nel cielo) lo oscurerà quasi a metà, mentre dovrebbe raggiungere il massimo alle 20. 20, due gradi sopra l’orizzonte. Praticamente al tramonto. L’ideale sarebbe trovare un punto di osservazione con il campo sgombro perché, essendo l’ora prossima al calare del Sole, alberi o case potrebbero rappresentare un ostacolo». Le condizioni meteo giocheranno un ruolo importante? «L’umidità dell’aria potrebbe creare una velatura. Tuttavia, anche se l’eclissi avviene verso l’ora del tramonto, bisogna prestare grande attenzione: mai osservare il sole a occhio nudo, è pericoloso. Sono indispensabili gli appositi occhialini, si trovano in vendita a pochi euro. Assolutamente vietato il fai da te». Che frequenza hanno le eclissi? «Dipende dalla zona del globo in cui ci si trova. Tenendo conto che la maggior parte della superficie terrestre è coperta da oceani, significa che ne perdiamo molte». Sin dall’antichità questi fenomeni sono considerati portatori di presagi nefasti. Pare che Cristoforo Colombo se ne servì, inventandosi una falsa profezia, per sottomettere gli indigeni della Giamaica nel 1504. «Nella storia si sono susseguite tante interpretazioni magiche. Noi sappiamo che è tutto molto più semplice: la Luna compiendo la sua orbita attorno alla Terra si frappone e copre il Sole. Ed è davvero una coincidenza geometrica stupefacente che il nostro satellite abbia all’apparenza le stesse dimensioni del Sole. Ovviamente è solo un effetto della distanza perché in realtà il Sole è molto più grande ma essendo più lontano fa sì che i sue corpi appaiano sovrapponibili». Agli scienziati questo fenomeno cosa regala? «La possibilità di studiare meglio la corona solare che, contrariamente a quanto si possa pensare, è enormemente più calda della superficie del Sole, il quale ha un’attività variabile ma costante su un ciclo di undici anni». Ora a che punto siamo? «Abbiamo appena superato il picco massimo, siamo nella seconda metà. Per questo di recente, a causa delle tempeste magnetiche, sono state avvistate aurore boreali anche a latitudini più basse». Tutto questo ha un’influenza sul clima? «C’è chi spera di spiegare così il cambiamento climatico. Il dibattito è in corso. Ma il sole poverino è innocente. La colpa è solo dell’uomo»