Mercoledì 12 agosto, poco prima del tramonto, la Luna si infilerà tra la Terra e il Sole. Lungo una striscia sottile che parte dalla Russia artica, attraversa la Groenlandia, sfiora l’Islanda e taglia la Spagna fino alle Baleari, il disco solare sarà coperto per intero: sarà la prima eclissi totale di Sole nel continente europeo dal 1999. In Italia no: da noi il fenomeno sarà parziale ovunque. Ma tutt’altro che marginale. Le regioni più favorite sono Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna, con un oscuramento che raggiunge e supera il 90 per cento; a Roma il massimo si aggirerà intorno al 69%, mentre al Sud le percentuali scendono progressivamente. L’inizio è previsto verso le 19.30, il culmine intorno alle 20.20, con il Sole ormai rasente l’orizzonte occidentale. È un appuntamento raro e proprio per questo milioni di persone alzeranno gli occhi al cielo. È qui che comincia il problema sanitario.
Perché un’eclissi è più insidiosa di un tramonto
Il paradosso è tutto ottico. Quando la Luna copre buona parte del disco, l’abbagliamento diminuisce: la pupilla si dilata, il riflesso di ammiccamento non scatta, lo sguardo resta fisso più a lungo. Ma la radiazione che arriva sulla retina non si è ridotta. Lo spiega la dottoressa Monica Varano, direttrice scientifica dell’IRCCS Bietti, unico Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico in Italia dedicato esclusivamente all’oftalmologia, i cui ricercatori fanno parte della commissione ministeriale che ha elaborato le raccomandazioni: “Durante un’eclissi, anche se la frapposizione della Luna tra Sole e Terra crea un cono di ombra su quest’ultima, la potenza dei raggi solari non diminuisce".













