Non bastano il cambiamento climatico e l'acqua alta a minacciare Venezia. La lunga mano dell'uomo vorrebbe prendersi anche una delle ultime oasi protette del capoluogo. Come ha raccontato Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, a Ca' Roman - la punta più a sud dell'isola di Pellestrina, dove la laguna incontra il mare aperto - un progetto immobiliare da diverse decine di milioni di euro punta a realizzare 77 unità turistiche in un'area considerata appunto una delle ultime oasi dunali intatte dell'alto Adriatico. La petizione online che chiede di bloccare i lavori ha già raccolto più di 43 mila firme. Ca' Roman è una riserva naturale di dimensioni contenute - poco più estesa della Città del Vaticano - ma ricchissima di biodiversità: negli ultimi decenni sono state censite oltre 150 specie di uccelli e più di cento specie di coleotteri, alcune delle quali di rilievo faunistico europeo. È il luogo che la scrittrice Donna Leon ha scelto come scenario per uno dei suoi romanzi e che il sito istituzionale del Comune di Venezia descrive come sottoposto a vincolo paesaggistico fin dal 1939.Fino a poco tempo fa l'area era rimasta ai margini dello sviluppo turistico grazie soprattutto a due presenze storiche: una colonia estiva per persone con disabilità gestita da un ente di beneficenza, ancora attiva, e un'ex colonia marina delle suore Canossiane, caduta in stato di abbandono e poi venduta anni fa a una società immobiliare. È proprio su questo secondo terreno che è nato il progetto delle villette turistiche, promosso - secondo il Corriere - da un gruppo di soci che avrebbe investito nella società un capitale iniziale sorprendentemente modesto rispetto alla portata dell'operazione. Il piano ha attraversato quasi vent'anni di vicende amministrative e giudiziarie, tra ricorsi al Tar, al Consiglio di Stato e alla Corte di giustizia europea, sostenuto in fasi diverse da giunte comunali di orientamento opposto. Il numero delle unità previste sarebbe stato ridotto nel tempo da 84 a 77 accettando alcune limitazioni ambientali, mentre i promotori hanno più volte messo in conto richieste di risarcimento per i ritardi accumulati nell'iter autorizzativo. L'ultima svolta è arrivata nell'autunno del 2024, quando l'amministrazione comunale ha dato il via libera definitivo al piano urbanistico attuativo, con la valutazione ambientale strategica conclusa solo alla fine del 2025, poco prima delle elezioni comunali.Il Corriere segnala un altro elemento che ha acceso ulteriormente la polemica locale: la firma del progetto sarebbe di uno studio di architettura riconducibile alla sorella di un'assessora del Comune che, negli anni della sua attività politica, si è occupata prima di turismo e poi di patrimonio. Un intreccio familiare e professionale che gli oppositori del progetto hanno più volte indicato come un possibile conflitto di interessi. Restano poi aperti i nodi pratici legati alla gestione di un insediamento turistico in un'area priva delle infrastrutture di base: dall'approvvigionamento d'acqua, che richiederebbe un pozzo temporaneo, allo smaltimento dei rifiuti, che dovrebbe avvenire per via d'acqua data la distanza dai cassonetti più vicini, fino alla convivenza tra i futuri ospiti e le specie protette che nidificano proprio tra le dune interessate dal progetto.
L'ultima oasi di Venezia rischia di essere sommersa dal cemento: 77 villette turistiche minacciano le dune di Ca' Roman
Sulla punta meridionale di Pellestrina, un progetto da decine di milioni di euro prevede decine di unità turistiche in un'area protetta dal 1939, con oltre 42 m






