| 12 Agosto 2026 11:02 |

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(Adnkronos) – È atteso in tarda mattinata di oggi, nel carcere romano di Rebibbia, l’interrogatorio di garanzia di Valter Lavitola. È il primo confronto davanti al gip dopo l’arresto dell’imprenditore, accusato dalla Procura di Roma di essere il mandante dell’attentato dinamitardo del 16 ottobre scorso davanti alla casa di Sigfrido Ranucci, a Pomezia. A Lavitola viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso.

È dunque dalle parole che l’ex editore pronuncerà oggi davanti al giudice che gli investigatori attendono possibili elementi per ricostruire fino in fondo una vicenda che, a quasi dieci mesi dall’esplosione, presenta ancora un punto centrale da chiarire: perché colpire Ranucci?

Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza del gip Iole Moricca, il progetto sarebbe stato concepito da Lavitola non con l’obiettivo di uccidere il giornalista, ma per accrescere la sua popolarità e accelerare un progetto politico che lo stesso imprenditore avrebbe immaginato attorno alla figura del conduttore di Report. L’attentato, nella prospettiva delineata dagli inquirenti, avrebbe dovuto apparire come un avvertimento, una minaccia legata alle inchieste giornalistiche di Ranucci.