“Ho letto la nota con cui il Rettore Cuda ha risposto alle censure del consigliere Antonello Talerico sull’Università Magna Graecia. E ho letto, nelle stesse ore, il comunicato con cui l’Ateneo annuncia il nuovo Corso di Laurea Magistrale in Healthcare Management. Messi uno accanto all’altro, i due testi raccontano il problema meglio di qualunque polemica”. E’ quanto afferma Sergio Costanzo, consigliere comunale di Catanzaro.
“Dati parziali, ma dati”
Costanzo aggiunge: “Il Rettore replica a Talerico sostenendo che si tratta di dati parziali. Bene: parziali finché si vuole, ma dati. Non invenzioni, non fantasie, non calcoli di parte. Ammettendo che siano parziali, il Rettore ammette che esistono. E allora la questione si sposta, e diventa più seria: chi governa un ateneo pubblico non è chiamato a contestare l’aggettivo, ma a spiegare il numero. Prendiamo proprio il corso che l’Ateneo presenta come il proprio fiore all’occhiello. Interamente in inglese, con moduli su digital health, big data, health technology assessment, cybersecurity, presentato come la punta della strategia di internazionalizzazione dell’Ateneo. Su cinquanta posti disponibili, allo stato non si arriva neanche a dieci iscritti. È qui che si misura la capacità manageriale di un’università, non nei comunicati stampa. E se il dato è sbagliato, la smentita è a portata di mano: l’Ateneo pubblichi i numeri, corso per corso, posti banditi e immatricolati. Nessuno chiede altro. Il punto non è il singolo corso. Il punto è il metodo. Da anni assistiamo ad annunci di percorsi formativi che dovrebbero rilanciare l’Ateneo e attrarre studenti da fuori regione, e che poi restano sulla carta o partono con numeri da corso di aggiornamento”.







