Premiata con il Pardo d'onore al Festival di Locarno, l'attrice ha parlato apertamente del rapporto tra talento e identità nel cinema, rivendicando il diritto di essere scelta per le proprie capacità e non per il colore della pelle, toccando anche i temi dell'immigrazione, della famiglia e del desiderio, sempre più concreto, di passare dietro la macchina da presa
Premiata al Festival di Locarno, Zoe Saldana ha affrontato un tema delicato e personale, legato agli anni trascorsi a Hollywood. Fiera delle proprie origini portoricano-dominicane, ha spiegato di non voler ridurre il proprio percorso a una questione di appartenenza.
"Voglio essere scelta perché sono brava"
Il cuore del suo intervento è stato un ragionamento sul modo in cui l'industria cinematografica tende a incasellare gli interpreti. "Non voglio pensare che qualcuno mi abbia scelta perché sono nera o latina. Voglio pensare che mi abbiano scelta perché sono brava, perché sono disciplinata e perché porto qualcosa al personaggio", ha dichiarato l'attrice, sottolineando che la rappresentazione è importante, ma non deve trasformarsi in un'etichetta.
Saldaña ha comunque riconosciuto il peso della propria esperienza in ambienti in cui si è spesso sentita l'unica diversa: "So cosa significa entrare in una stanza ed essere diversa. So cosa significa non vedere molte persone che ti assomigliano. Ma non voglio essere definita soltanto da quello".







