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Nuovi sviluppi nella configurazione dei "pool" per le emissioni formati dai vari costruttori operanti nell'Unione europea. La Porsche ha lasciato a sorpresa il gruppo gestito dalla sua casa-madre Volkswagen per allearsi con la cinese Xpeng.

Un'immagine della documentazione pubblicata sui siti istituzionali della Ue, contenente la comunicazione del nuovo pool

Per capire i motivi alla base di quanto comunicato il 5 agosto scorso dalla Casa di Zuffenhausen alle istituzioni europee, bisogna partire dal funzionamento del pooling. Si tratta di uno degli strumenti previsti dai regolamenti comunitari sugli standard emissivi: consente alle Case di unire le proprie flotte per soddisfare i requisiti e quindi evitare il pagamento delle multe per il superamento dei limiti di CO2 o comunque ridurre l'importo delle sanzioni.

L'uscita della Porsche dal pool della Volkswagen è sorprendente solo fino a un certo punto. La decisione di Zuffenhausen potrebbe infatti aiutare il gruppo Vollkswagen a raggiungere i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni dopo aver fallito il target del 2025: il costruttore tedesco ha registrato una media di 100 g/km, superando il limite dei 93,6 g/km.