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Voli cancellati, dirottamenti, lunghe attese e poca assistenza. Sono le testimonianze raccolte da Fanpage tra i passeggeri coinvolti nel caos all’aeroporto di Catania, dopo i disagi provocati dalla cenere dell’Etna. “Catapultato in un girone dantesco, con un caos indescrivibile”, raccontano, denunciando informazioni tardive, difficoltà nel trovare alloggio e spese sostenute di tasca propria.
"Ci siamo sentiti abbandonati". È forse questa la frase che più di altre riassume le testimonianze raccolte da Fanpage.it tra i passeggeri rimasti coinvolti nei disagi all'aeroporto di Catania, paralizzato a più riprese dalla nube di cenere provocata dall'eruzione dell'Etna. Voli cancellati o dirottati, informazioni arrivate all'ultimo momento, lunghe attese e difficoltà nel trovare assistenza hanno trasformato il viaggio di centinaia di persone in una corsa continua alla ricerca di una soluzione.
Il problema, come si evince dalle testimonianze, non riguarda soltanto i disagi provocati dall'attività del vulcano, ma soprattutto il modo in cui l'emergenza è stata gestita. "Nel 2026, l'attività dell'Etna viene ancora trattata come un'improvvisa e imprevedibile calamità eccezionale", ci racconta Deborah, originaria della Sicilia e residente a Parma. I suoi genitori avrebbero dovuto raggiungerla per trascorrere insieme le ferie e festeggiare il compleanno del nipote. Dopo aver percorso circa 100 chilometri per arrivare in aeroporto, hanno scoperto solo all'ultimo momento che il volo era stato cancellato. "Nonostante il caos fosse noto da giorni, il volo risultava regolarmente programmato sui tabelloni fino all'ultimo momento", spiega. Una volta arrivata la cancellazione, secondo la sua testimonianza, i passeggeri si sono rivolti al banco della compagnia, senza però riuscire a ottenere assistenza concreta.












