di
Guido De Franceschi
Più di 220 le vittime del terremoto, i dispersi sono almeno 3.000. Sassata contro il sindaco di Cali
Trema ancora la terra in Colombia. Sono scosse molto meno violente di quella di magnitudo 7,4 che ha colpito il Paese due giorni fa, ma spaventano comunque chi sta perlustrando le macerie cercando eventuali sopravvissuti. Ce ne sono, per fortuna: ieri, nel quartiere Ciudad Capri di Cali, sotto i resti di un palazzo crollato, sono stati trovati, ancora vivi, una madre e il suo bebè.
Il bilancio delle conseguenze del sisma si sta però aggravando. I morti accertati ieri sera erano più di 220. Molto più alta la cifra dei dispersi: almeno 3.000. Ma è difficile avere stime precise perché, se nelle città dove si sono registrati più vittime e più danni — Pereira, Cali, Manizales, Quibdó, Armenia — è più facile valutare l’entità dell’emergenza, non si sa ancora esattamente quale sia la situazione in alcune zone prossime all’epicentro che sono molto impervie. Oltretutto, nei dipartimenti più colpiti ci sono ancora grossi «buchi» nella rete di telefonia mobile.










