Ci sono cinema dove, prima del film, si controllano i biglietti. Qui bisogna controllare anche l’età di chi li fa funzionare. Sedici anni il direttore tecnico, quattordici il curatore della programmazione, quindici chi si occupa dei gadget. E poi ci sono gli altri, tutti giovanissimi, che scelgono i film, presentano le proiezioni, accolgono gli spettatori, preparano i popcorn e mandano avanti la sala. Benvenuti al Piccolo Cinema Ken Loach di Mesagne, nel cuore del centro storico di una città del Brindisino che ha la forma di un cuore. Quaranta posti, ingresso gratuito, film d’autore e cult, due appuntamenti ogni venerdì e sabato. Ma soprattutto un dettaglio che qui non è un dettaglio: il cinema è gestito interamente da teenagers.
Un caso unico in Italia e, per quanto raccontano i suoi promotori, anche in Europa. La prossima fermata sarà Venezia. Il documentario Waiting for Ken Loach, diretto da Simone Amendola, racconterà la nascita di questa esperienza e sarà presentato in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Giornate degli Autori. È difficile immaginare una destinazione più simbolica per un gruppo di ragazzi che ha cominciato studiando cinema tra i banchi di scuola. “È il frutto di un percorso di alfabetizzazione al linguaggio cinematografico che realizziamo da sei anni”, racconta Floriana Pinto, fondatrice del Piccolo Cinema Ken Loach e dell’associazione Blue Desk con Simone Amendola.








