La guerra in Iran e il cambiamento delle condizioni climatiche stanno trasformando il Canale di Panama in un nuovo collo di bottiglia del commercio globale. Secondo quanto ricostruisce il Financial Times, il prezzo medio pagato ad agosto nelle aste giornaliere per un passaggio attraverso le chiuse più utilizzate è arrivato a circa 1,1 milioni di dollari: oltre 16 volte il livello dello stesso periodo del 2025.
A spingere i prezzi sono due fattori che si stanno sovrapponendo. Da una parte, la chiusura dello Stretto di Hormuz dopo l’inizio dei bombardamenti contro l’Iran il 28 febbraio ha costretto i compratori asiatici ad aumentare gli acquisti di petrolio e prodotti raffinati dalla costa del Golfo degli Stati Uniti, facendo crescere la domanda di transito attraverso Panama. Dall’altra c’è il fattore climatico. Un El Niño in rafforzamento sta contribuendo al calo dei livelli idrici del Canale, alimentato dal lago artificiale Gatun. La riduzione dell’acqua costringe le navi a navigare con un pescaggio inferiore e quindi a trasportare meno merci. L’Autorità del Canale ha già imposto nuove restrizioni: entro il 3 settembre il pescaggio consentito per le navi che utilizzano le chiuse Panamax dovrebbe scendere a 47,5 piedi, contro i 50 piedi del livello abituale.










