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Corigliano Rossano si è risvegliata nelle ultime settimane ancora una volta sotto l’ombra soffocante del racket e della violenza, ma la risposta della comunità civile e delle parti sociali non si fa attendere. Gli ultimi gravissimi episodi che hanno segnato il territorio ionico rappresentano una ferita aperta che brucia nel cuore della città e dell'intero comprensorio. Vedere le fiamme divorare due automobili riconducibili a un imprenditore agricolo a Corigliano Rossano, assistere all'ennesimo vile atto perpetrato a Schiavonea ai danni della ditta Italiana Gas, dei suoi lavoratori e del presidente di Ance Cosenza Roberto Rugna, senza dimenticare il devastante rogo che ha colpito realtà anche su Villapiana, e in passato anche Cassano non è semplicemente una serie di notizie di cronaca: è un attacco frontale alla dignità di chi lavora, di chi investe, di chi prova faticosamente a costruire un futuro pulito in questa terra.
Non si tratta di coincidenze sfortunate né di fatti isolati, ma di un vero e proprio clima di intimidazione che cerca di seminare paura, rassegnazione e silenzio. Dietro ogni macchina distrutta, dietro ogni stabilimento devastato, ci sono famiglie colpite nell'anima, lavoratori che temono per la propria sicurezza e imprenditori lasciati a fare i conti con la barbarie di chi pensa di potersi impadronire del territorio con il fuoco e la violenza.







