Per decenni è stata una delle poche grandi aree del pianeta rimaste fuori dalla crisi globale dell'influenza aviaria. Ora anche l'Australia deve fare i conti con il virus. E dopo le prime infezioni nella fauna selvatica sono arrivati anche i primi segnali che gli scienziati temevano: la morte di massa degli uccelli. Il governo australiano ha quindi deciso di passare alla fase successiva della risposta: vaccinare le specie considerate più vulnerabili, con una priorità molto precisa. Proteggere soprattutto gli animali minacciati che vivono in cattività, come quelli ospitati negli zoo e nei programmi di conservazione.

Il virus è arrivato con gli uccelli migratori

Il primo caso australiano di aviaria è stato identificato nel giugno scorso in un uccello marino migratore. Da allora il virus ha iniziato a essere individuato in diverse aree del Paese. La presenza nella fauna selvatica è particolarmente preoccupante perché gli uccelli possono spostarsi per grandi distanze e trasportare il virus lungo le rotte migratorie. Il Dipartimento australiano dell'Ambiente sottolinea che l'H5N1 rappresenta una minaccia significativa per la fauna selvatica, gli ecosistemi e soprattutto per le specie già in difficoltà dal punto di vista della conservazione. A essere maggiormente esposti sono soprattutto uccelli marini, acquatici, costieri e rapaci. E proprio la fauna marina ha già mostrato quanto possa essere pesante l'impatto del virus.