Quando la Russia preparava l’invasione dell’Ucraina, una parte dell’intelligence occidentale aveva già lanciato l’allarme. Washington e Londra ritenevano possibile una guerra su larga scala. Altri servizi europei erano più scettici. Tra questi c’era anche l’intelligence militare svedese, il Militära underrättelse- och säkerhetstjänsten (Must), che da anni rivendicava una conoscenza approfondita delle forze armate russe.
La valutazione di Stoccolma, però, si rivelò sbagliata. La guerra arrivò e mise in evidenza un limite che oggi molti Paesi occidentali stanno cercando di colmare: conoscere le capacità militari di un avversario non significa necessariamente comprenderne le intenzioni politiche.
È da questa lezione che nasce la decisione svedese di creare un nuovo servizio di intelligence esterna civile, la Sveriges utrikes underrättelsetjänst (Und), operativo dall’anno prossimo. Come ha raccontato l’Economist, il modello dichiarato è quello del Secret Intelligence Service britannico, il servizio più noto come MI6: una struttura separata dalle forze armate, con un rapporto diretto con il governo e una missione più orientata alla comprensione delle dinamiche politiche internazionali. Il progetto dovrà ora superare l’ultimo passaggio parlamentare: il Riksdag è chiamato a votare la riforma giovedì (13 agosto), con l’obiettivo di rendere operativo il nuovo servizio da gennaio.









